Fausto Durante è stato deferito al Comitato di garanzia centro, insieme al segretario della Camera Del Lavoro di Sassari, Massimiliano Muretti. La contestazione riguarda gravi incoerenze tra la loro azione politica e i principi fondamentali della CGIL. Nonostante il ruolo di primo piano. Fausto Durante in particolare, ha sostenuto i referendum mostrando palesi incongruenze tra le sue parole e i comportamenti di fatto.
Le sue dichiarazioni pubbliche, riguardo alla reintegra dei lavoratori illegittimamente licenziati, sono palesemente incompatibili con l’incarico sindacale che ricopre. Fausto Durante ha infatti assecondato e sostenuto Massimiliano Muretti, che si è rifiutato di reintegrare un lavoratore ingiustamente licenziato. Tale vergognosa situazione lascia emergere una condotta politica orientata alla mala fede, all’insanabile incoerenza con i valori della CGIL. Il caso sarà esaminato dal Comitato dei Garanti, attualmente presieduto da Fabio Marante, un altro sindcalista poco trasparente.
Fabio Marante è oggetto di critiche per la gestione opaca di alcune delicate vicende. In particolare, di quelle relative alla conduzione irregolare di alcuni procedimenti interni della CGIL sarda e della Camera Del Lavoro di Sassari. Tutte situazioni pericolosamente connesse con la gestione della CGIL a livello nazionale e dell’intero sistema di giustizia interna.
Preoccupa che lo stesso Comitato abbia ritenuto regolare l’operato di Francesca Nurra. La donna è la prima responsabile del licenziamento del dipendente. La giustizia interna l’ha assolta, ignorando vergognosamente l’esito di una sentenza della giustizia ordinaria. Qualcosa di talmente assurdo che sembra quasi incredibile. Peraltro, nell’assolvere questa dirigente i componenti del comitato si sono esposti personalmente. Infatti, avendo reiterato delle accuse contro le vittime, già smontate nelle aule dei tribunali, rischiano di essere chiamati a risponderne.
In sostanza, per il Comitato, la signora non avrebbe commesso alcuna violazione, nonostante abbia voluto ed attuato il licenziamento in questione. Questa sindacalista, che invece di difendere i lavoratori li licenzia, lavora a stretto contatto proprio con Fausto Durante, il cerchio si chiude. Questa circostanza alimenta forti perplessità sulla deriva organizzativa della CGIL e sul rispetto delle sue stesse regole.
Si rafforza la convinzione che gli organi di garanzia non agiscano in modo indipendente e imparziale. Se la compromissione fosse accertata si potrebbero produrre effetti gravissimi sulla credibilità del funzionamento democratico interno alla CGIL. Il Tribunale di Roma ha già accertato l’illegittimità di alcuni atti compiuti da questi organismi interni. Nonostante ciò, le prassi non sembrano essere cambiate, né corrette. Persistono comportamenti che ignorano le sentenze della magistratura e violando i principi basilari dello Stato di diritto.
Durante e Muretti: o colpevoli o impuniti
Ora tocca alla giustizia interna della CGIL pronunciarsi su Durante e Muretti. Due sole le strade: o colpevoli da allontanare, oppure impuniti da giustificare. Le motivazioni che arriveranno diranno molto, forse tutto, sul livello di compromissione dell’organizzazione. Vedremo se chi è chiamato a giudicarli agirà correttamente oppure no. Non ci facciamo illusioni: conosciamo già il finale di questa farsa. E sarà l’ennesima prova che la CGIL, sotto Landini, non solo ha perso di credibilità, ma è democraticamente finta.