Hai versato pochi contributi e temi per il valore della tua pensione? Nel 2026, il trattamento minimo INPS raggiunge quota 619,80 €. Tuttavia, per ottenerlo non basta aver lavorato: bisogna rispettare precisi limiti di reddito.
Scopriamo come funziona questa integrazione attraverso le storie di chi, come te, sta affrontando il ricalcolo dell’assegno.
I Numeri Ufficiali del 2026
Secondo la Circolare INPS 153/2025, la rivalutazione ha portato il valore base a 611,85 €. Grazie al bonus straordinario dello 1,3%, la cifra finale visibile nel cedolino sale a 619,80 €. Ricorda però che questa integrazione non spetta a chi ha iniziato a versare contributi dopo il 1995.
Casi reali e domande frequenti
In molti si chiedono: “Cosa succede se ho solo 15 o 20 anni di contributi?”. Rispondiamo con tre esempi concreti.
Mario: L’integrazione con 20 anni di contributi
Mario ha lavorato 20 anni. La sua pensione calcolata sarebbe di 350 €. Essendo single e senza altri redditi, Mario rispetta il limite personale di 7.954,05 €. Risposta: Mario riceverà l’integrazione piena. L’INPS aggiungerà la quota necessaria per fargli percepire 619,80 € ogni mese.
Elena: Il peso del reddito coniugale
Elena percepisce una pensione di 400 €. Suo marito Luigi, però, ha un assegno pensionistico elevato. Insieme superano il limite di coppia di 31.816,20 €. Risposta: Purtroppo Elena non riceverà l’aumento. Anche se la sua pensione base è bassa, il reddito familiare elevato blocca l’integrazione al minimo.
Pietro: L’affitto e l’integrazione parziale
Pietro riceve 500 € di pensione ma ha un piccolo garage affittato a 300 € al mese. Il suo reddito totale supera la soglia base ma non quella massima di 15.908 €. Risposta: Pietro ha diritto a un’integrazione parziale. Non prenderà i 619 € pieni, ma una somma ricalcolata che integrerà comunque il suo assegno attuale.
La casa non conta
Un errore comune è pensare che possedere la propria casa tolga il diritto alla pensione minima. Falso. La rendita dell’abitazione principale è sempre esclusa dal calcolo. Se la tua situazione è simile a quella di Pietro o Mario, l’aumento nel cedolino di gennaio dovrebbe essere automatico.
In caso di dubbi, verifica sempre la tua posizione tramite il portale INPS, consultando il tuo fascicolo previdenziale, o rivolgiti ad un professionista di fiducia.


